La produzione di energia dai rifiuti rappresenta un’opportunità economica ed ambientale. Il rifiuto che non può essere riciclato potrebbe essere sottratto alla discarica ed utilizzato per generare energia. Attraverso la termovalorizzazione i materiali con un adeguato potere calorifico (prevalentemente plastiche e prodotti derivanti dal petrolio) vengono bruciati con la conseguente generazione di energia termica ed energia elettrica. Molte altre tecnologie sono disponibili per produrre energia dai rifiuti, principalmente convertendoli in carburanti liquidi o gassosi.



Quali rifiuti possono essere valorizzati energicamente?


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In base alle caratteristiche fisico-chimiche del rifiuto si determina la possibilità di un suo sfruttamento energetico. Ad avere potenziale sono ad esempio la frazione residuale, la frazione leggera multi-materiale e la frazione organica del RSU.


La produzione di CSS avviene partendo da rifiuti provenienti da raccolte differenziate, da rifiuto selezionato multimateriale e da rifiuti speciali assimilabili, mediante operazioni di selezione e riduzione volumetrica.


Da cosa produco il Combustibile Solido Secondario (ex CDR)?


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Come posso valorizzare il rifiuto organico?


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Il rifiuto organico può essere sfruttato per la produzione di biogas e bio-carburanti, principalmente gassosi o liquidi. In base alle caratteristiche del rifiuto si può principalmente produrre biometano, biodiesel o bioetanolo.


Specifici ma semplici test possono evidenziare il potenziale energetico di un rifiuto. Determinanti sono il contenuto di umidità, solidi totali e volatili, test di biometanazione e di bio-fermentazione.


Come faccio a sapere se il mio rifiuto può essere sfruttato energicamente?


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